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Sicily island of the world

Migrano gli animali, migrano gli esseri umani, portano dentro il cuore un pezzo della propria terra. Quando l’Europa sarà Africa, i ghiacciai saranno sciolti, le proteste smascherate, e la terra madre di tutti abbandonata. Migrano i pensieri buoni, nidificano in ciel sereni, un sogno da realizzare, la dignità degli esseri umani da ritrovare. Occhi incontro, deluso sogno rivelo, un mondo migliore, pace in cuore, no rivoluzione, quella che prospettano è una prigione. Sedetevi, chiacchierate, non fate parola di guerra e di fame, sono troppi ad averla vissuta, pochi a poterla raccontare. Apparenza non fai differenza, arte ne fai una veste, cultura sono pagine già lette, la terra trema, e ancora sulla cima del monte è rimasta una Luna sola.

Mi piacerebbe far germogliare un pensiero nuovo in Africa

Animals migrate, human beings migrate, they carry a piece of their land inside their hearts. When Europe becomes Africa, the glaciers will have dissolved, the protests wiil be unmasked, and mother earth abandoned. Good thoughts migrate, nest in a clear sky, a dream to be realized, the dignity of human beings to be found. I meet eyes, reveal a disappointed dream, a better world, peace in the heart, no revolution, what they are predicting for us is a prison. Sit down, chat, do not say a word of war and hunger, there are too many that have experienced it, too few to be able to tell the tale. Appearance, you make no difference, art,you are like clothing. Culture is already read pages, the earth shakes, and still on the top of the mountain there is only one moon.

I would like to bring forth a new thought in Africa

A place with thick roots

Questa luna non mi lascia dormire, così piena, luminosa, muove le ombre sopra gli alberi, le nuvole azzurre rallegrano la notte, l’aria frizzante, stravagante temperatura per il periodo, sembra autunno, gli odori mi riportano indietro, boschi, grossi tronchi, immense porzioni di foglie sul suolo, fanno l’amore con la terra, fino a divenire terra, pesche mature, succose assaggio. Mi sveglio, mi affaccio, la macchina posteggiata sotto casa, sopra e sotto casa di altre persone che dormono, sognano, pregano, si lamentano con la vita, dalla mia finestra un canto di preghiera è rivolto alla notte, gli alberi circondano il posteggio della sostare, il vento inizia a muovere le tende, mi bacia mentre scrivo. Questa luna così piena, luna di preghiera, di desiderio, luna che guida popoli lontani, impossibile non notarla, non far riferimento al cielo, al mistero, alle stelle, alle anime che ci guidano, al respiro dei mondi, alle montagne, agli oceani che lo nutrono, fino ad arrivare libero al nostro cuore, a raccontarci quanto di vero c’è tra i fogli di quel giornale che leggiamo dopo il caffè, in fila dietro un bancone a trovare poesia in una colazione, mentre un chicco di rugiada saluta una foglia appena nata di ciclamino. Sogno un rifugio, un luogo tra folte radici, pietra antica, acqua di sorgente. Terre di Martorina è una lunga storia, forse ancora più profonda di quello che si vuole immaginare, un’isola in mezzo ad un mare che ha lasciato le sue cavità, all’aria. Paleolitico, Neolitico, sacre scritture, antica mura sigillano suoni di misteriosi volatili, danzano tra gli echi di quella cava. Penetrante vibrazione si avverte all’ingresso della tenuta, primi insediamenti del 500 costruiti sopra altra pietra, ma ancor prima altra pietra, altre tombe, altre civiltà.