Archivio della categoria: Liberty

claudio arezzo di trifiletti 2006

176 - il saluto

176 – il saluto

Dietro un’apparente ipocrisia, si cela un pensiero negato. 

180 - uscire dal buio

180 – uscire dal buio

Quali obiettivi vuoi realizzare con questa tua mostra?

Attraverso i miei dipinti vorrei riuscire a stimolare la coscienza della gente, spingere le persone a riflettere di più. Oggi non siamo più abituati a condividere sentimenti ed emozioni, viviamo con un costante atteggiamento di chiusura e alienazione, i semplici gesti che trasmettono emozioni, come l’abbraccio, non vengono apprezzati o addirittura vengono fraintesi. Le persone stanno dimenticando cos’è l’amore perché lo identificano con la pace, in realtà si tratta di due cose diverse: la pace dell’essere può essere raggiunta anche nell’isolamento, l’amore presuppone condivisione di emozioni ed empatia.

182 - il costume

182 – il costume

 Quando ti sei reso conto di possedere una vena artistica?

Già da piccolino avvertivo un forte bisogno di esprimermi. Sia a scuola che in famiglia ero assente, mi rifugiavo in una dimensione interiore che mi permettesse di estraniarmi dall’ambiente reale e di vivere in un mondo tutto mio, alternativo, più ricco di quello reale. Sono sempre stato un attento osservatore del mondo e della gente. Io credo nella reincarnazione: un mago una volta mi disse che in una vita passata ero un eremita… in questa vita, al contrario, ho deciso di esprimere e condividere anche la mia dimensione interiore. Ho iniziato ad esternare il mio desiderio di espressione ed interazione col mondo, dedicandomi ad attività che mi permettessero di stare a stretto contatto con la gente. All’epoca ero un sognatore: ho aperto una discoteca allo scopo di creare una dimensione al di fuori del reale, una sorta di oasi, un’isola dove la gente riuscisse ad essere sé stessa, mettendo da parte l’apparenza. Essermi addentrato in quel mondo, mi ha permesso di capire tante cose: innanzitutto il continuo contatto con la gente ha affinato la mia capacità di comprendere le persone, mi rendevo conto che quelle che mi circondavo non erano felici e che io mi arricchivo coltivando i vizi e le infelicità altrui. Ero sceso a compromessi con un tipo di società (occidentale, consumistica) che non ti impartisce regole di vita, ma obiettivi standard. Grazie a questa esperienza ho però avuto un’illuminazione: non tutti i mali vengono per nuocere, i mali ti si presentano nel corso della vita per permetterti di conoscere e capire la vita stessa, per presentarti cos’è la vita. Stanco di quel tipo di vita, ho deciso di andare a vivere per un periodo in India alla ricerca di nuovi stimoli: ho così intrapreso un percorso di crescita spirituale che mi ha permesso di giungere alla comprensione che ho oggi. Ho capito che è possibile ed è bello costruire qualcosa di importante non con i soldi, ma con la creatività: ho iniziato a dar spazio alla mia creatività investendo e canalizzando la mia energia attraverso un percorso che non intacca i miei ideali, i miei principi, i miei valori. Ho deciso di dedicarmi interamente all’arte! Inizialmente non volevo esporre le mie opere… poi sono stato convinto a farlo: così sono ritornato ad appartenere al mondo!

184 - vivere la passione nel costume

184 – vivere la passione nel costume

 Cosa rappresenta l’arte nel tuo percorso di vita?

L’arte è ciò per cui vivo. Ho ricevuto allentanti proposte di lavoro al di fuori della Sicilia e anche dell’Italia, ma ho rinunciato, scegliendo di seguire un percorso inverso rispetto a quello standard. In Sicilia, realizzare progetti ambiziosi, farsi conoscere, acquisire visibilità, riuscire a diffondere tramite l’arte un messaggio, è particolarmente difficile. Molti, scoraggiati dalle difficoltà, vanno via, rinunciano a lottare per valorizzare le tante risorse che la nostra terra possiede. Io credo che sia giusto rimanere per esprimere qualcosa, per dare degli input, per lasciare alle generazioni future degli stimoli che li spingano a rimanere, evitando così che le risorse migliori vadano via e quelle mediocri rimangano.

187 - la maternità

187 – la maternità

 Qual è la tua visione dell’arte in relazione alla realtà?

Oggi tutte le forme di manifestazioni artistiche sono appiattite, statiche, standard. Io voglio invece che ciò che faccio vada al di la dei canoni e delle regole, sia qualcosa di originale che esprima la ricchezza e la varietà della mia dimensione interiore. La società tende ad omologare, ad appiattire le diversità, io penso invece che bisogna valorizzare la profondità infinita dell’individualità dell’essere umano. Per me l’arte non è riproduzione fedele e precisa della realtà esterna, ma espressione della dimensione interiore dell’uomo.

188 - il figlio di mamma

188 – il figlio di mamma

Chi è Claudio ?

E’ un ricercatore! Un ricercatore che cerca di comprendere e spiegare agli altri l’irrazionalità e l’energia che l’essere umano possiede e che una persona comune potrebbe definire pazzia. Credo che l’arte sia anche una religione, una filosofia, uno stile di vita. Attraverso l’arte, esprimiamo quei pensieri e anche quelle follie che arricchiscono la realtà. A livello economico la mia attività non mi dà molto, mi dedico all’arte per un altro scopo… lasciare all’umanità una quantità di opere d’arte talmente grande da permettermi di essere ricordato nel tempo.

191 - Madonna Mia gli Angeli accanto a Mia

191 – Madonna Mia gli Angeli accanto a Mia

Quale, tra le tante manifestazioni artistiche alle quale ti dedichi, ti soddisfa di più?

Il mio sogno è che qualcuno (sicuramente una persona fuori dal comune, con una notevole forza interiore) mi proponga di ridisegnare una piazza, magari quella di una zona periferica e socialmente degradata. Avendone la possibilità, riempirei tale piazza di spazi verdi, laghetti, piccole cascate, alberi particolari, creerei sotterranei dotati di oblò dai quali “spiare” il mondo dal basso, scriverei poesie sul pavimento, darei alla gente che la frequenta la possibilità di praticare la cromoterapia… darei vita ad un luogo capace di dare emozioni, progettato e costruito a misura di bambino.
Non accetto il nostro mondo così com’è, per questo sogno di costruire io un mondo diverso in cui vivere: un progetto che sto cercando concretamente di realizzare riguarda il palazzo in cui vivo, che vorrei completamente ridipingere.

 Secondo te, perché la tua mostra dell’anno scorso è stata riconfermata e riproposta al pubblico?

Sicuramente perché il comune mi ha dato dei riconoscimenti e perché ho potuto contare sull’aiuto di importanti collaboratori.

 Chi è il tuo pubblico? Cosa pensi di lui?

Non mi importa che le mie mostre siano frequentate da gente ricca o importante, mi interessa che ci siano le anime.
In realtà non posso dire di avere già un pubblico: non sono ancora molto conosciuto come artista. Le persone che visitano le mie mostre, in generale, credo siano persone semplici che vivono poco l’arte e la conoscono solo attraverso i libri e la tv. Una scarsa conoscenza dell’arte spesso spinge la gente a fare delle associazioni superficiali tra gli artisti: mi è capitato in passato di essere paragonato a Munch, in realtà il confronto non mi piace… ogni opera d’arte è un capolavoro unico perché espressione dell’individualità di chi l’ha creato.

claudio arezzo di trifiletti

C’è qualche particolare curioso, riguardante le tue mostre, di cui vuoi parlare?

Nonostante l’importante aiuto dei collaboratori, cerco sempre di fare il più possibile da solo, soprattutto per quanto riguarda l’allestimento degli interni in cui le mostre vengono realizzate. Per esempio, per me, è importantissimo l’utilizzo dell’incenso (lo considero un richiamo per gli angeli) e delle candele (bruciano ciò che di negativo c’è nell’aria e rappresentano uno strumento di comunicazione con l’aldilà).
Una volta, a Parigi, a causa di problemi tecnici, per l’allestimento di una mostra, decisi di ricoprire l’intero pavimento di foglie secche (raccolte da me) per coprire il pavimento.

 Qual è il significato dei “painted smiles” ?

Si tratta di sorrisi “di facciata”, fatti con il viso, ma non con il cuore… sono i sorrisi delle persone che vogliono apparire felici, ma in realtà non lo sono… sono i sorrisi di chi nasconde la propria individualità dietro il conformismo di una società dell’apparenza… sono il simbolo dell’ipocrisia di un mondo che ostacola l’espressione della nostra interiorità. I “sorrisi dipinti”, esposti alla mia mostra, in realtà, sono immagini che ricoprono dei quadri preesistenti, dipinti da me in passato e carichi di angoscia. Con i miei quadri voglio diffondere dei messaggi in grado di raggiungere la gente… la gente non avrebbe mai apprezzato i dipinti “nascosti sotto i sorrisi” perché troppo carichi di sensazioni negative. Inoltre, riempiendo con macchie di colore delle forme precostituite, conferisco al dipinto un nuovo significato… si tratta di una tecnica che valorizza l’imperfezione della macchia di colore.

 Cosa ti aspetti dall’inaugurazione della mostra?

Quando uno stimolo esterno ci colpisce, questo ci lascia qualcosa dentro: voglio che i miei dipinti colpiscano la gente, suscitino nelle persone delle emozioni, facciano emergere gli stessi pensieri che io ho provato mentre creavo l’opera.

 Quali sono i colori che preferisci?

Ogni colore ha uno specifico significato perché suscita delle emozioni ben precise. Sicuramente non potrei mai rinunciare al bianco, al rosso e al nero. Mi piace particolarmente il viola per il senso di mistico che trasmette. L’arancione mi fa pensare al tramonto e quindi alla fine di qualcosa e l’inizio del nuovo giorno, l’azzurro mi da il senso dell’ infinito (perché è il colore del cielo), e così via.

 Progetti per il futuro?

Dopo aver raggiunto i miei obiettivi in Sicilia, voglio perseguire l’obiettivo nazionale (ho già in programma per il prossimo inverno delle mostre a: Ferrara, Roma, Milano e Bologna) ed internazionale.
Voglio che dopo la mia partenza, la mia casa, con tutte le opere d’arte che contiene, rimanga aperta al pubblico.

 Hai mai dedicato dei quadri a qualcuno ?

Lo faccio sempre. In tutte le mie opere inserisco qualche elemento legato al mondo e alle persone che mi circondano. Qualsiasi stimolo esterno che mi lascia un segno dentro, viene in qualche modo rappresentato nelle mie opere.

La svolta è interiore rivolta

La svolta è interiore rivolta

VOLCANO ETNA

volcano etna - sicily needs love "claudio arezzo di trifiletti 2012"

L’origine vive in noi, nella nostra memoria si nascondono Verità che desiderano essere ritrovate. Il Fuoco vive attraverso l’Aria, prende forma con l’Acqua, e la forma si poggia sulla Terra. La nascita è la forma, l’opera è la Vita in Sè.

Underground Artist “Classe 1975”

desire to fly  "claudio arezzo di trifiletti 2011"

desire to fly  

 the planet calls for respect "claudio arezzo di trifiletti 2011"

the planet calls for respect  

As if Etna, the sea, the sky, were the source, the homeland of Art which makes me the voyager of my time.

find a solution "claudio arezzo di trifiletti 2011"

find a solution  

 white or black "claudio arezzo di trifiletti 2011"

white or black  

water art "claudio arezzo di trifiletti 2011"

water art  

I thank all the Artists in the World

Idiolatria: Uomini innalzano una lamiera cercando di richiamare l’attenzione del cielo. Idols worshipping: Men raise a tin can towards the sky in the hope of catching its attention.

 to worship idols "claudio arezzo di trifiletti 2010"

 

Parole al vento: Parlare con persone senza orecchie, parole apparentemente sprecate, che nella speranza fanno fiorire il cielo. Words to the wind: Talking to people without ears, words gone to waste, a hope that might flourish the sky.

 words to the wind "claudio arezzo di trifiletti 2010"

words to the wind

Symbols, images, continuous reflections, moments that fluctuate over time, words thet open and words that close, breaths which meet in a heartbeat, amplifying the presence standing before the Door, in front of the panorama of all dimensions. Sounds without commas or full stops, absorbing the way ahead, predestined from the first breath of the note, at the achievement of their performance on a stage where everything is present, although not immediately visible, like a plant within a seed, like the life within a glance.

I do not speak english, I speak with gestures.

Dentro la rete: Internet sembra essere una strada veloce, dove tutti si incontrano, possono scambiare, unire forze, la comunicazione cambia. In the net: Internet is a fast lane where everyone can meet, share, join forces. Communication is changing.

in the net "claudio arezzo di trifiletti 2010"

in the net

Centro??? : Ricerca Neutrino Energia – L’uomo prende responsabilità dell’inimmaginabile. Center:  Neutrino Energy Research – Man takes responsibility of the unimaginable.

center ???  "claudio arezzo di trifiletti 2010"

center ???

In paradiso non si beve champagne: L’uomo che si dimentica di consacrare ogni beneficio terreno, vede il paradiso come un piacere materiale, nel mistero il passaggio è un dono dello spirito, niente di materiale può essere trasferito, nudo è l’ingresso. Champagne is not drunk in paradise: The man who forgets to consecrate every earthly benefit and considers paradise as a material pleasure. The passage to the afterlife is a gift of the spirit, nothing material can go through. The entry is naked.

champagne is not drunk in paradise  "claudio arezzo di trifiletti 2010"

champagne is not drunk in paradise

CATANIA NEEDS LOVE

Catania Stazione Centrale

Stazione Centrale

Catania Villa Bellini

Villa Bellini

LA VERA IGNORANZA LA COMBATTE IL CUORE.
Casa nel cuore, casa nel sole, luna di miele, stelle d’argento, uomini veri, cuori che viaggiano dentro l’anima che parla.

Catania Borgo

Borgo

Catania Borgo

PACE A TUTTI

Un Mondo quando esiste è unito

Un Mondo quando esiste è unito

Pace a tutti. Inutile continuare a frammentare un corpo, lo Spirito vive in noi. Crisi di Coscienza, superflua scelta per pochi, parecchi voltano gli occhi all’economia senza democrazia. Non parlate di crisi quando si risveglia una Coscienza che non conosce crisi. Una Coscienza che non conosce economia, ma sviluppo, che non conosce sviluppo senza uomo, e che non esiste uomo senza anima, e che in tutto ciò che risiede, prevale su qualsiasi offuscamento, perché in Lei trona l’altare del giusto proverbio, della vera parabola, della parola del cuore. Una Coscienza che vede nel prossimo il domani.

 é quasi prontoFoto, Pietro Musmeci

CLAUDIO AREZZO DI TRIFILETTI

CATANIA COME BERLINO

di Lorena Grazia Mileti

Le scale arricchite di candele creano un ambiente Suggestivo, l’eleganza delle stanze rimanda ad Un presente di classe che spesso i media e la quotidianità non ci fanno percepire nemmeno lontanamente. Tantissimi gli spazi, eppure ognuno di essi è ricco del senso di vita spesa non solo tra carte e cause; e infatti chiedendo, Salvo, un dipendente, afferma. <<l’Avvocato è complicato, estroso e creativo>>. Muovendosi tra i corridoi i colori di queste opere illuminano le migliaia di libri accuratamente riposti nelle librerie delle numerose stanze dello studio. E già ci si immagina i volti di chi lavora li dentro, di chi seduto dietro quelle scrivanie imponenti non sta solo chino sulle carte, teso col collo dolorante ma persone, professionisti che vivono con serenità, trasporto e viva partecipazione il proprio ambiente di lavoro. Così ogni operatore può sentirsi artista, è come se si trovasse ogni minuto del suo giorno dentro un caffè dove con fretta beve il suo nero e fumante espresso col solo pensiero di andare a completare la propria opera d’arte prima che rimanga solo un sogno.<<Anche un ricorso, una causa, una petizione Richiede creatività – continua Salvo- e lavorare Circondati dalla musica di queste figure rende Ogni singolo istante più piacevole>>. Ci si ritrova A spendere la propria competenza insieme A queste immagini danzanti, <<a momenti si ha la sensazione di ingoiarli questi quadri e poi rimetterli in circolo per mezzo di qualche latinismo che sorridendo butti qua e là nelle cose che scrivi>> racconta Sandra la più giovane tra le collaboratrici. Fiero del progetto il maestro Arezzo: <<Un Pensiero comune tra me e l’Avvocato. Tutto E’ materia, tutto è vibrazione. È importante Catturare la traccia che coniuga spirito e carne E rendere tutti partecipi di questo dono>>. Un contenitore zeppo di emozioni e stimoli Questo allestimento; riprendendo il titolo Di uno dei quadri verrebbe da definirlo come un buio dove si può germogliare e rinascere. Di continuo. E in una location simile, tra arte, cultura E progresso fa sorridere sentire chi tra un Quadro e un altro, individuato quello – a suo Avviso- più bello addentando di gusto un tartina Dice <<sa di pecorino!>>. Iniziativa lodevole. Estrosa, creativa e al tempo stesso pratica. Per un nuovo protagonismo, di tutti.

Vestirsi d'Anima "Claudio Arezzo di Trifiletti"

Vestirsi d’Anima