Archivio tag: connection

appeal

Un Metro Quadrato di Bosco

Mi sono pervenuti numerosi alberi che necessitano libertà, sembra quasi debba pregare per avviare questo progetto. Per me resta la risposta più adeguata al rimboschimento planetario. Immagino vallate di Ficus, strade popolate da Yucche, è incredibile quante varietà di pregio si possiedono in case, cortili, bar, che messe a dimora potrebbero davvero raccontare una storia che unirebbe tutti per una causa, il futuro. Non faccio politica, anche se molti contemporanei di oggi sono i compagni di ieri, e vi assicuro che ancora non capisco perché tutte queste remore. Ripeto il clima, la natura chiede ascolto, e non mi stancherò di mettermi in gioco, per me non è una passeggiata, non ho una famiglia che mi sponsorizza, e vivere d’arte specie quando la finanza e vari servizi hanno compreso il potere che ne deriva, molti giochi sono diventati sleali, protagonisti di vanità e passerelle. Sogno quanto prima trasferirmi in campagna, magari tornare in India, o riabbracciare New York, senza dubbio quando sarà, l’intera collezione “imprints of peace”, mi piacerebbe affidarla ad una scuola, magari i bambini potrebbero scorgere un velo di verità in più riguardo questo presente. Vi voglio bene a tutti

ancient song

canto antico

canto antico

Fin quando i grilli cantano siamo in pace, o comunque la cerchiamo in quel canto antico.

symbiotically connected

Street Art Catania Parcheggio R1 @ La Radio

Parcheggio AMT R1 @ La Radio – Catania Via Plebiscito 747

Palestra di vita, angoli resi morbidi, offese sotterrate portano frutti, confidare nello spazio,  vivere nel tempo, parole imponenti, cinguettio di un pennuto, al centro il centro, circolare è il disegno, si stringe a spirale.

waves

Se una foglia potesse reggere il peso di una pietra, il suo gioco galleggerebbe nell’equilibrio delle onde. Donare il nostro sguardo a chi ci osserva come energia in movimento.

Disegnare sulla sabbia è meno impegnativo

Disegnare sulla sabbia è meno impegnativo

Happy New Year

petites choses

Far divenire grandi le piccole cose

colombe

messaggeri

kindred

Poche volte sono riuscito a dare un addio, anche se in parte un distacco momentaneo, apparente sovrasta il quotidiano. Inutile allungare con urla dal cortile dei giochi, o affacciarsi attraverso gli occhi che ti accudiscono dai primi piani, non desidero parlare nemmeno degli incontri all’ingresso del palazzo dove sono nato, non desidero avvicinarmi a nessuna frase pronunciata, perché dovrei equipaggiarmi per navigare in alto mare, una cosa però desidero fare, provare a ricordare pochi attimi infiniti. Lui anziano ingegnere, lei nobile donna di altri luoghi, sempre insieme, sempre amorevoli, sempre inseparabili, sempre come il primo giorno, fino a quando lei prima, lui dopo, si sono rincontrati dove il corpo non porta peso.

 kindred

 

Ieri notte, di fronte il mio garage, mi aspettava un pezzo di questa storia, tre sono le gambe, due sono i piani, ora ho un camino a casa, anche se poco comprensibile, amo gli anziani, sono la nostra storia, e dalle buste della spesa, fino ad arrivare allo scambio di calore, mai nessuno manca dentro il mio tepore.

connection

connection

Ascolto Schubert sonata D.959 four impromptus D.933 Rudolf Serkin,  copertina una semplice margherita vista tra altre.

claudio arezzo di trifiletti

Sarà, ma ripercorro velocemente. Appello complicato, collezione sfatata, viaggio improvvisato, coraggio ritrovato, fuga dall’innato. Ritrovo natura, tra sbarre e confini, mi dileguo tra coccodrilli sfondo panna, follia e frenesia, chiamala anche energia. Cresco, cambio, ritorno, mordo la mela, la scelgo tra veleno e passione, continuo e incontro delusione, sempre solo mi ritrovo dopo l’alluvione, proseguo, trovo ricordo, tra una scivola e il mio regno mi confronto, sono pronto, fiori al cimitero, la morte è cambiamento, tutto cambia sia dentro che intorno, ma il sentimento, quello vero, come una corda ricorda. Mi clono, mi trasformo di continuo, e ogni giorno mi risveglio, mi assomiglio, sempre un pò più di me, ma non sono ancora pronto, farfalle, fiori e cicale, niente male, ma in collegio non ci torno. Non sono pazzo, non sono matto, sono curioso delle reazioni non tanto delle azioni. Mi piace soffrire, faccio palestra con sacrifici, non ho preferenze, mi tuffo, altre mi addormento, ma in genere corro, godo, esco, salgo, entro. Vengo premiato con risposte sempre più amare, sono medicina per la porta, non sono fuori, nemmeno dentro, provengo dal legno, sono serratura, sono chiave, sono azione. Sono fermo, eppure volo, volo con la fantasia, costruisco le ali del mio sogno. Colore contro epidemie, scrivo sulla sabbia, scrivo sulla mente, ho chiaro solo un cielo che tutto vede, lo respiro, lo ascolto, inciampo di continuo, porto con me il salto. Non capovolgo, vedo tutto capovolto e vivo dritto, cerco di incontrare la vita, cerco coincidere i sentimenti, ricordo l’inizio di ciò che verrà.